Non è detto che scegliere un marchio piuttosto che un altro sia una scelta spontanea o indotta. Ci sono delle differenze, magari su versanti impensati.

Hosting Linux o hosting Windows? Si parla spesso del primo per le sue indubbie qualità e per il suo accentuato grado di diffusione, ma siete sicuri al cento per cento che faccia al caso vostro? In effetti, è buona norma – in questo come in ogni altro ramo – non dare nulla per scontato e non affidarsi automaticamente (e impersonalmente) alla corrente. Provate piuttosto a sondare il terreno e a informarvi: forse ci sono degli aspetti su cui non avevate riflettuto, degli elementi che risultano più utili per il vostro tipo di attività e meno interessanti per qualcun altro. Insomma, se avete dubbi sulle virtù di hosting Windows rivolgetevi a Giga.it senza timori: il suo personale sa bene di cosa state parlando.

Una storica débâcle

È vero, è accaduto e non è stato facile attenuare il ricordo di quest’episodio: nel 1997 un famoso documento denominato CIFS (che sta per Common Insecurities Fail Scrutiny) ci è andato giù duro con i punti deboli di Microsoft (reperibili nella vulnerabilità dei server), e gli anni successivi hanno visto il proliferare di “dita nella piaga” da parte di eminenti osservatori che, in buona o cattiva fede, hanno quasi demolito la credibilità del marchio, perlomeno nel campo in questione. Nel frattempo, però, come del resto è naturale, l’azienda ha potuto far tesoro delle critiche e concentrarsi proprio su ciò che non funzionava o appariva lacunoso. Adesso – già da un po’, per la verità – i problemi di sicurezza sono sensibilmente diminuiti, per quantità ed entità. Una reazione positiva e costruttiva alle riserve sollevate dagli esp erti di settore che merita di essere messa effettivamente in rilievo. E non a priori, dato che degli apprezzabili miglioramenti non si sono fatti attendere. Ora si tratterebbe – con onestà – di renderli noti, compito che spetta ai medesimi autorevoli webmasters che avevano (legittimamente, non c’è bisogno di sottolinearlo) espresso le loro perplessità.

hosting linux windows

Un’avvertenza importante

Molti credono che l’“elezione” di un hosting Windows sia dettata perentoriamente dal sistema operativo già in uso all’interno del proprio computer. Non è così: potete ritrovarvi installato Windows o Linux o perfino Mac, ma – al di là di qualche piccola incompatibilità da verificare – è un dato ininfluente ai fini dell’opzione conclusiva. In realtà, tutto si riduce ancora una volta al piano che avete in mente: qual è lo scopo principale del servizio che state preparando per la rete? A chi è destinato? Che numeri deve “macinare”? Sostanzialmente, non c’è altro da sapere.

Tallone d’Achille comune

C’è una considerazione fondamentale da fare: è possibile che qualche hacker navigato sia in grado di sabotare a monte dei server o qualche specifica funzione a loro preposta a prescindere dal fatto che ci sia di mezzo Windows o Linux, il quale quindi non è certo immune da attacchi del genere. In questa eventualità andrebbero incluse pure le alterazioni involontarie, che spesso vengono attribuite al sistema impiegato ma sono più probabilmente riconducibili a qualche leggerezza (o alla scarsa praticità) del “manovratore”.

Questione di supporti

Durante la fase propedeutica del vostro progetto su Internet vi sarete imbattuti nel supporto da installare (dettaglio che qui tralasciamo di approfondire). Se il prescelto è ASP o ASP.NET, vuol dire che Windows è ciò di cui avete bisogno. Linux, infatti, non ha a che fare con tale tecnologia, fino a non molto tempo fa meno “frequentata” anche per via dei costi (che oggi appaiono invece maggiormente “calmierati”). Così il ventaglio di possibilità in materia di content management systems comprenderà OpenASP, ASPCode o ulteriori applicativi (non sempre accessibili o gratuiti, sia chiaro), come il “raro” dBlog, assolutamente incentrato su Microsoft attraverso il server IIS, e Gulp 2.0.

Familiarizzare con IIS

Poiché li abbiamo testé citati, soffermiamoci un istante sugli Internet Information Services di Microsoft. Non costituiscono un server, si tratta per l’appunto di un  insieme di servizi concepiti per la rete che possono essere abbinati unicamente a Windows. L’ultima versione in circolazione è la 7.5 e va bene per HTTP(S), nonché NNTP, SMTP e FTP. I potenziali guasti, dal 2003 in poi, sono stati affrontati e riparati; sicché non dovrebbero esserci più brutte sorprese dietro l’angolo.

A proposito dei permessi

Se da un lato l’elementare comando Change Mode, altrimenti detto CHMOD (atto a modificare all’occorrenza i permessi di lettura e scrittura), è assente nel contesto in esame, dovrebbe essere possibile aggirarlo attraverso l’utilizzo di file manager. Certo, sarebbe necessario provvedere comunque (qualora non sia già stato fatto)…

Eravate già orientati verso Windows per il vostro hosting?