La legge italiana prevede tre gradi di giudizio: il primo dato dal Tribunale competente, il secondo emesso dalla Corte d’Appello ed il terzo affidato alla Corte di Cassazione.
Il processo che si svolge in Cassazione non entra nel merito della questione, ma deve verificare se sono stati garantiti e seguiti tutti i requisiti di forma necessari per poter decretare lo svolgimento corretto ed in linea con le vigenti norme.

avvocato-cassazionistaNel caso vengano riscontrati errori formali il processo viene rinviato al grado in cui si è manifestata l’inesattezza, quindi sarà possibile ritornare al secondo grado come anche al primo, con la conseguenza che tutto l’intero processo dovrà essere rifatto.

Il giudizio della Corte di Cassazione è, dunque, molto preciso e responsabile di una rilevante scelta ed il ruolo dell’avvocato richiede maggiore competenza ed esperienza.
Per questo motivo, per eseguire la professione in questo ambito, si esige una qualifica in più ovvero risultare iscritto all’albo speciale per il patrocinio davanti alla Corte di Cassazione.

L’iter per diventare avvocato cassazionista (uno dei più esperti in Italia è l’avvocato di Bologna Giampiero Martini) comincia, come per ogni tipo di avvocato, dal conseguimento del diploma di laurea in giurisprudenza.

Una volta in possesso del titolo universitario lo Stato italiano richiede che vengano svolti due anni di pratica forense presso uno studio legale dove sia regolarmente esercitata la professione. Dopo un anno di praticantato non retribuito si può ottenere, a seguito di un esame presso il consiglio degli avvocati del Tribunale dove si esercita la professione, il titolo di patrocinatore legale. Questo permette di intraprendere attività da soli potendo apporre la propria firma in qualità di patrocinatore, parificato all’attività dell’avvocato solo con limiti di competenza. Tale attestato ha validità sei anni entro i quali va conseguito il titolo di avvocato dopo aver affrontato l’esame di Stato che consta di una prova scritta e di una orale.

Superate le prove si diventa avvocati a tutti gli effetti.

Prima della riforma forense attutata nel 2013 per diventare cassazionista l’unico requisito richiesto era relativo alla maturità del professionista che doveva aver esercitato l’esercizio per almeno 12 anni.

La riforma forense, riprendendo il regio decreto del 1936 n. 1003, ha modificato il modus per ottenere questo titolo.

Attualmente vi sono due modi per poter conseguire l’iscrizione all’albo speciale: la prima possibilità prevista è di affrontare un esame specifico senza bisogno del lungo periodo di iscrizione all’Albo, riducendolo in 5 anni anziché 12; il secondo modo richiede 8 anni di iscrizione all’albo circondariale e la frequentazione, con ottimi risultati, dei corsi istituiti dalla scuola superiore dell’avvocatura con verifica finale per accertare se sussistano i requisiti per lo scopo de quo.

L’esame per l’iscrizione all’albo speciale consta di prove scritte ed orali che devono essere superate con voto superiore a 7 decimi. Si svolge a Roma presso il Ministero di Grazia e Giustizia, pagando una tassa di € 300.

La riforma forense promulgata nel 2013 prevede, tuttavia, una normativa transitoria per merito della quale chi si trova in possesso dei requisiti richiesti dalla vecchia normativa, ovvero i 12 anni di attività con necessaria iscrizione all’albo, potrà beneficiarne fino al 2016.